mercoledì 5 settembre 2007

lunedì 3 settembre 2007

Le piogge d'aprile

Ma dove sono andate quelle piogge d'aprile che in mezz' ora lavavano un' anima o una strada
e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile bucando la terra dura e nuova come una spada?
Ma dove quelle piogge in primavera quando dormivi supina, e se ti svegliavo ridevi,
poi piano facevi ridere anche me con i tuoi giochi lievi?

Ma dove quelle estati senza fine, senza sapere la parola nostalgia,
solo colore verde di ramarri e bambine e in bocca lo schioccare secco di epifania?
Ma dove quelle stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire
e dove a ogni autunno quando finiva l' estate trovavi la voglia precisa di ripartire?

Che ci farai ora di questi giorni che canti, dei dubbi quasi doverosi che ti sono sorti
dei momenti svuotati, ombre incalzanti di noi rimorti,
che ci potrai fare di quelle energie finite, di tutte quelle frasi storiche da dopocena;
consumato per sempre il tempo di sole e ferite,
basta vivere appena, basta vivere appena...

E ora viviamo in questa stagione di mezzo, spaccata e offesa da giorni agonizzanti e disperati,
lungo i quali anche i migliori si danno un prezzo e ti si seccano attorno i vecchi amori sciagurati,
dove senza più storia giriamo il mondo ricercando soltanto un momento sincero,
col desiderio inconscio di arrivare più in fondo per essere più vero...

Ma dove sono andate quelle piogge d' aprile? Io qui le aspetto come uno schiaffo improvviso,
come un gesto, un urlo o un umore sottile fino ad esserne intriso,
io chiedo che cadano ancora sul mio orizzonte angusto e avaro di queste voglie corsare,
per darmi un'occasione ladra, un infinito o un ponte per ricominciare...


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Le piogge d'Aprile - Francesco Guccini

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sabato 1 settembre 2007

Dovrei, ma non voglio

Tra i mille dovrei ci sarebbe anche la modifica di "On air" e "sul comodino" che sono più vecchi di Matusalemme da vecchio.

E visto che il "dovrei ma non ho voglia" è decisamente più all'ordine del giorno del "che bello devo fare una sacco di cose menose. ma quanto sono felice", al momento buono mi sono decisa per un bell'elenco. Che questo hanno di buono gli elenchi: anche se non li aggiorni impiegano molto di più ad invecchiare (e si nota decisamente meno).

Solo che oggi, al massimo, è il giorno dei buoni propositi, mica quello degli elenchi.

Ma farò un bell'elenco un giorno, sappiatelo.


Un giorno.......

Porta palazzo

Al mercato di Porta Palazzo fanno la fila, fanno la fila
le femmine da ragazzo fanno la fila, fanno l’andazzo.
E si lasciano indovinare sotto le gonne, sotto le gonne.
E si lasciano indovinare sotto le gonne, le gonne nere.
E sopra il molo del caricamento fanno la coda, fanno la coda
gli uomini da bastone fanno la coda sul cemento.
E si lasciano perquisire sotto le giacche, sotto le giacche.
E si lasciano perquisire sotto le giacche da ricucire.
Ma una mattina di luna d’inverno c’era la neve, c’era la neve
sulla piazza succede un inferno e tutti a chiedersi: “e come e dove”.
Dalla coda del caricamento qualcuno grida, qualcuno grida
sulla piazza di Porta Palazzo fra le ragazze si rompe la fila.
E ce n’è una sdraiata per terra sopra la neve che svapora,
ce n’è una sdraiata per terra e tutte le altre le fanno corona.
E alle 7 e 45 era già nato era già fuori,
alle 7 e 45 l’hanno posato sul banco dei fiori.

“Mi favoriscano un documento”, dice la guardia appena che arriva
trafelata dal caricamento per vedere che succedeva.
“Favoriscano un documento e anche qualcosa da dichiarare
questo è un caso di sgravidamento sul suolo pubblico comunale”.
Ma documenti non ce ne sono e neanche qualcuno che dica niente,
solo la gente che tira e che spinge attorno ai garofani e alle gardenie.
Documenti non ce ne sono e quasi più niente da documentare,
solo che un giorno di luna d’inverno tutta la piazza ha voluto il suo fiore.

Ritorna la coda dal caricamento, torna la fila, torna l’andazzo
degli uomini da bastone, delle femmine da ragazzo,
che si lasciano perquisire sotto le giacche, sotto le giacche,
che si lasciano indovinare sotto le gonne, le gonne nere.


Gianmaria Testa - Al mercato di Porta Palazzo

Onore a Puerta




Senza parole.

giovedì 30 agosto 2007

Io bloggo?

ennesimo stupido test, che mi piacciono tanto, pescato in rete.

ecco il link

Le SeanPenniadi

La premessa.

Sempre a proposito di scabrose confessioni lo devo ammettere: ho una insana, irragionevole e incontrollabile (sul garzanti sono arrivata alla "I") passione per Sean Penn. Non è tanto, e solo, una questione di aspetto fisico o di capacità recitative.....è proprio la classica insana passione tardo adolescenziale per cui, anche solo lo sguardo, mi fa morire....

Lo so, intacca la mia reputazione (???) ma...andava detto.

sean pennE così, presa da uno dei soliti attacchi di divoramento-pellicole, mi sono messa in pari con alcuni film che mi mancavano: "Tutti gli uomini del re", "Il mistero dell'acqua", "The interpreter" e "La promessa", di cui è il regista.


I primi due sono, senz'altro, i più belli. In tutti gli uomini del re Penn interpreta la storia - vera - del governatore della Louisiana Stark (Huey P. Long nella realtà). Da semplice e idealista venditore di detersivi porta a porta, Stark, candidato dai democratici come pedina, diventa in realtà governatore dello Stato grazie ai voti dei suoi "zotici" - neri, contadini, povera gente...- per i diritti dei quali si batte.

Presto il potere lo trasforma in un uomo arrogante, in un ricattatore, che finirà per distruggersi, proprio là dove era la culla del suo potere, con le sue stesse mani. Il film, con colori cupi e una trama circolare è davvero riuscito, anche grazie ai personaggi ben raccontati che gravitano intorno a Stark/Penn.


Il mistero dell'acqua è un thriller con una regia molto particolare, giocata sul dettaglio, sull'ossessione languida per il particolare che, alla fine, rende perfettamente l'atmosfera di cupo presagio di cui è intriso. Giocato su due binari temporali, il presente e la metà dell'800, ruota intorno ad un misterioso omicidio e all'esplosione delle passioni, che è poi il tratto che unifica i due piani temporali. E' di questo film una battuta, di Sean Penn nella parte di uno scrittore, che immediatamente mi ha fatto pensare al blog:


"sono solo un mare di supponenti cazzate...."

Gli altri due film, seppure ben confezionati, mi hanno colpito meno. In the interpreter la cosa più bella - ma qui bisogna essere seanpennofili -  sono certi suoi sguardi, proprio dei suoi. Ma, dettagli a parte, due film ottimi per una piacevole serata di pop corn (sempre che uno li possa mangiare...sgrunt)...e due thriller che tengono davanti allo schermo.

 comunque non è poco.

Approfondimento a terma

io - sai, ho come l'impressione che a volte parliamo un po' del nulla ultimamente.....

l'amico c - è che in questo periodo non sono in crisi con la donna.