giovedì 25 agosto 2005

Come al solito...



Mi ero svegliato male, come al solito. Mi ero svegliato presto e col mal di testa. Il solito mal di testa. Intendiamoci, forma e posizione di questo dolore cambiavano spesso, senza nessuna ragione apparente. Ma il dolore, quello, era sempre lo stesso.
E il rito sempre uguale: qualche biscotto, un po' di caffè e poi una pastiglia di moment. Una alla volta. Sempre una alla volta.
Mia madre era già sveglia, come al solito. E come al solito aveva qualcosa da dire. Non ricordo precisamente quale fosse l'argomento, ma aveva di certo qualcosa da dire. Qualcosa di troppo. Cercavo di non ascoltarla, nonostante il tono. Quando le pause si facevano più lunghe mi limitavo a rispondere: si mamma, certo mamma. Il tono era sprezzante ma, come al solito, lei non lo capiva. Decisi di andare in edicola, come al solito. Due parole con il giornalaio, un'occhiata ai titoli dei quotidiani e di nuovo a casa, tutto come al solito.
Pochi minuti dopo ero di nuovo fuori. Camminavo velocemente verso la fermata dell'autobus. La testa senza pensieri importanti, come al solito. Eppure quel giorno, in ufficio non sarei mai arrivato. E prima di scendere da quell'autobus, la mia vita sarebbe cambiata per sempre.
Senza che nessuno se ne accorgesse, come al solito. 

Atlantic City

Tutto finisce baby è una regola  
Ma quello che finisce un giorno tornerà indietro  
Fatti il trucco e sistemati i capelli  
Incontriamoci stanotte ad Atlantic City...
(Bruce Springsteen)

lunedì 22 agosto 2005

Paura e...

Eravamo dalle parti di Barstow al limite del deserto quando le droghe cominciarono a fare effetto.
L'editore sportivo mi aveva dato anche un anticipo di 300 dollari in contanti, la maggior parte dei quali era già stata spesa in droghe estremamente pesanti. Il baule della macchina pareva un laboratorio della narcotici.
Avevamo due borsate d'erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di Lsd super-potente, una saliera piena zeppa di cocaina, e un'intera galassia di pillole multicolori, eccitanti, calmanti, esilaranti... e anche un litro di tequila, uno di rum, una cassa di Budweiser, una pinta di etere puro e due dozzine di fiale di popper....
 (Hunter S. Thompson, Paura e disgusto a Las Vegas. Una selvaggia cavalcata nel cuore del sogno americano.)

L'addio ad Hunter Stockton Thompson

E' stato celebrato a Woody Creek (Colorado) il funerale di Hunter S. Thompson, il giornalista e scrittore americano, suicidatosi il 20 febbraio. Thompson, autore di "Paura e disgusto a Las Vegas" da cui è stato tratto il film "Paura e delirio a Las Vegas" per la regia di Terry Gilliam con Benicio Del Toro e Johnny Deep, si e' ucciso a 67 anni con un colpo di pistola alla testa e aveva disposto che le sue ceneri fossero sparate e disperse nell'aria insieme a una pioggia di fuochi artificiali, da un cannone alto circa 45 metri. Il costo del funerale (tra 1 e 2 mln di dollari) è stato pagato dall'attore Johnny Deep.

giovedì 18 agosto 2005

Lo straniero



Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?

- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.

- I tuoi amici?

- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.

- La patria?

- Non so sotto quale latitudine si trovi.

- La bellezza?

- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.

- L'oro?

- Lo odio come voi odiate Dio.

- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?

- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole

martedì 16 agosto 2005

La classifica non perdona

Ormai niente e nessuno può resistere all'irresistibile richiamo della "famigerata" top ten. E così anche Bbc e National Gallery lanciano un sondaggio per scoprire quale sia il quadro più amato nel Regno Unito. Tra i partecipanti non solo quadri di artisti britannici, ma anche tele appese in gallerie e musei del Regno. In lizza per la vittoria capolavori come "I Girasoli" di Van Gogh, ma anche opere sconosciute all'estero.

The Stranger Song

E' vero che tutti gli uomini che conoscevi
erano giocatori che dicevano di averne abbastanza
di giocare a carte ogni volta che davi loro un riparo.
Lo conosco, quel genere di uomini.
E' difficile tenere le mani di qualcuno
che le alza al cielo soltanto per arrendersi.
(Leonard Cohen)

giovedì 11 agosto 2005

Gmg. Ovvero, la giornata mondiale del gadget

Finiti i tempi della spiritualità, bisaccia e bordone, del pellegrino solo con Dio nel suo cammino. Ora è tempo di papa boys, inutilmente festanti come fan in delirio a un concerto di Gigi D'Alessio, con il loro bravo cellulare con suoneria personalizzata e macchina fotografica incorporata per immortalare l'evento. L'importante non è esserci ma apparirci....e non poteva certo mancare il Gmg gadget, l'ultima frontiera del catto-marketing, come a dire "siamo uguali, più uguali degli altri"... 
Il «Dom Riesling secco» con il logo Gmg nell’etichetta è originale, 6 euro per un vino tedesco «forte, vivace e corposo», la boccia di vetro con la Cattedrale di Colonia e la neve che scende, 12 euro,  «il Gmg-set del pellegrino» che per soli 15 euro, «in una custodia argentata» contiene l’essenziale per il moderno pellegrino: «Un cordone, una custodia per cellulare in silicone, una spoletta e uno stick per le labbra».
La maglietta con la foto di Benedetto XVI costa 12,90 euro, il rosario «da dita» (1,74 euro), il lampeggiatore per cellulari (2 euro), il cronografo da polso «Tempus fugit» (45 euro), il cappellino blu «alla moda» (8,50) o la teoria di ceri, secondo la grandezza da 2,20 (cinque centimetri) a 48 euro (sessanta centimetri), tutti con il loro «logo» dell’evento.

All that Jazz


Stare sulla corda è vita. Tutto il resto è attesa

mercoledì 10 agosto 2005

Il sofisma (non) paga

È un singolare aneddoto in cui uno scolaro, al tempo dei Sofisti in Grecia, non vuole pagare il suo maestro. E quindi vanno in tribunale. Tisia, avendo finito il suo apprendistato presso Corax non voleva pagare il salario pattuito.
Si rivolse ai giudici proponendo loro questo dilemma: "Corax, che cosa mi hai promesso di insegnarmi? L’arte di persuadere chiunque. Bene! O tu mi hai veramente insegnato quest’arte ed allora devi ammettere che io sono capace di persuaderti a non ricevere l’onorario oppure tu non me l’hai insegnata, ed allora io non ti devo niente poiché non sei stato ai patti". Ma Corax a sua volta rispose con questo altro dilemma: "Se tu riesci a persuadermi che non ho il diritto di ricevere l’onorario, tu me lo devi perché ho mantenuto la promessa. Se tu non riesci, tu me lo devi a maggior ragione".
A modo di sentenza, i giudici si contentarono di dire: "Ad un cattivo nido (Corax in greco) una cattiva covata"
(cit. da B. Couillard, Raisonner en vérité, ed. F.-X. De Guibert, Paris 2003).

Birds on the Wire



Come un uccello sul filo,
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero
Come un verme sull’amo
Come un cavaliere in un vecchio libro
Ho conservato tutti i miei brandelli per te.

   Se io, se sono stato scortese,
  Spero tu possa passarci sopra.
  Se io, se sono stato disonesto
  Spero tu sappia che non lo sono mai stato con te


Come un bimbo nato morto,
Come un animale con il suo corno
Ho straziato chiunque abbia cercato di arrivare a me
Ma giuro su questa canzone
E su tutto quello che ho fatto di sbagliato
Che rimedierò a tutto
  Ho visto un mendicante piegato sulla sua stampella di legno
  Mi ha detto: “Non devi chiedere così tanto.”
  E una donna graziosa accucciata nella sua buia porta,
  Mi ha urlato: “Hey, perché non chiedere di più?”
Come un uccello sul filo,
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho provato a modo mio ad essere libero

martedì 9 agosto 2005

La vita è sogno

La vita reale è soltanto il riverbero dei sogni dei poeti. La vista di tutto ciò che è bello in arte o in natura, richiama con la rapidità del fulmine il ricordo di chi si ama. (Stendhal)

Sogno o son desto?

L'ennesimo sondaggio farlocco di mezza estate, con la scusa della notte di S.Lorenzo, ci dipinge come un popolo a cui non è rimasto che sognare la macchina nuova o di diventar velina.
Tralasciando qualunque riflessione in merito alla sostanziale differenza tra il sognare una casa nuova, e magari una famiglia e sognare di sposare un calciatore, ci auguriamo solo che in questa circostanza, ancor più che in altre, il sondaggio farlocco pecchi di autoreferenzialità dei suoi autori.
Per il 45% degli esperti, gli italiani hanno smesso di esprimere grandi desideri. Prevalgono le cose concrete o i sogni che nascono dalla Tv. Secondo lo studio commissionato da Meta Comunicazione e realizzato in collaborazione con un pool di 40 psicologi, attraverso 120 interviste a italiani e italiane (uomini 45% - donne 55%) tra i 17 e i 45 anni, per la notte di San Lorenzo gli italiani chiederanno rispettivamente casa e macchina nuova (uomini), diventare Velina o sposare un calciatore (donne). (fonte Ansa)