martedì 21 agosto 2007

Io, Maigret, il ministro e l'uomo con le scarpe gialle

Quanto a libri, per me che sono una divoratrice seriale, questo è un periodo ibrido, vuoi anche perchè io leggo poco anzi niente se non sto bene...

negli ultimi sue giorni, in cui sono riemersa, ho divorato due Simenon, mio antico e grandissimo amore da una vita.


Nello specifico due Maigret strani. in "Maigret e il ministro" entra la politica, quasi una protagonista sconosciuta e certo non molto amata, nei romanzi dedicati al commissario Maigret...



due cose, in questo mi piacciono molto: l'atteggiamento del commissario rispetto ai politici e a quel mondo con cui ha a che fare, non dissimulando per nulla il dispiacere. e l'incredibile, per me a volte magico, modo in cui Simenon riesce con pochissime parole e qualche pennellata sui gesti di maigret a far capire esattamente il momento in cui, per il commissario, finisce il disagio di un mondo che non conosce e comincia il "suo" mondo, comincia a srotolare la matassa riconducendo potenti e potere ai meschini semplici meccanismi di uno qualunque dei "suoi" criminali.


e poi questo pezzetto, che scritto in fondo così pochi anni fa pare arrivare da un'altro tempo e mondo:


"....la signora Maigret sarebbe rimasta delusa, perché Point non corrispondeva quasi per niente alla sua idea di ministro. Aveva pressappoco la stessa altezza e la stessa corporatura robusta del commissario, ma era più asciutto, più squadrato, più contadino, si sarebbe detto; i lineamenti marcati, il naso importante e la forma della bocca ricordavano le teste scolpite nel legno."


ecco, si poteva non aver alcuna idea della faccia di un ministro. magari se ne conosceva la voce, attraverso la radio, di questo non ho idea. ma non se ne conosceva il viso e si aveva una "idea di ministro" e non facce più o meno guardabili viste e riviste passare su uno schermo migliaia di volte.


l'altro è: Maigret e l'uomo della panchina.


un giallo anomalo, in cui l'omicidio è risolto nelle ultime due pagine, le uniche nelle quali compare il colpevole, lontanissimo dai protagonisti del romanzo di cui il commissario scava vite e segreti e sotterfugi, piccolezze borghesi, menzogne e quasi nessun sentimento in mezzo....

di questo mi son fatta l'idea che sia quello di passaggio, che corrisponda al momento in cui in qualche modo Simenon si stacca dal solo giallo e comincia a scrivere i suoi romanzi "dell'umano"... certo non corrisponderà al vero ma è un filo di pensiero che mi piace seguire, ché a volte la verità è poi così poco significativa rispetto all'invenzione.

1 commento:

  1. #2
    02:03, 29 agosto, 2007

    per le cose scabrose vedo che andiamo in sintonia.....io sono arrivata anche al tomo enciclopedico di tutti i racconti, pieni di quei due fratelli (gemelli? non ricordo)....solo che li ho già letti tutti un mare di volte!

    non vale, tu sei gggiovane

    ;)

    comunque la christie mi fa un po' l'effetto woodehouse...i pizzi, il tè, le chiacchiere di campagna....quanto mi piacciono ;)
    drusilla72
    #1
    12:56, 21 agosto, 2007

    dopo la scabrosa confessione di gilmore girls, visto che siamo in tema gialli, sento la necessità di informarti che: amo da impazzire agatha christie....

    ecco.
    edlit

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