Ebbene, niente politica ne insulti razzisti, ai quali non avevo mai creduto ché anche per certe sgradevoli cose è comunque richiesta una minima cultura.
L'insulto è invece dei più banali e grevi, e in questo senso il personaggio non si smentisce: "preferisco la puttana di tua sorella".
E io, francamente, preferisco Zidane, che senza calcoli o strategie reagisce, d'istinto, e fa la prima cosa che gli viene in mente, perché va bene la finale e la coppa e i falli, le scorrettezze, le cattiverie di gioco, ma di fronte ad un insulto così lui reagisce, da essere umano, come se fosse al pub o in piazzetta con gli amici. E non ci pensa lui alle telecamere, al collegamento in mondovisione, alla sua ultima partita e a quella successiva immagine triste, di spalle alla coppa, che si consegna indelebilmente alla (piccola) storia del calcio. Lui si incazza, come uno qualunque di noi, e reagisce.
Ben diverso da chi, come il suo rivale, usa l'insulto
sistematico e premeditato come ulteriore propria "risorsa tecnica",
provocando, insultando, asfissiando fino a quella reazione, umana......
troppo umana.
E quanto a misteri, a questo punto, non rimangono che il triangolo delle bermuda e un paio d'altre bazzecole.
#2
RispondiElimina02:00, 29 agosto, 2007
non porei essere più d'accordo fumblindog....proprio non potrei...anche se oggi qualunque riflessione che faccia sul calcio è amara come lo è per tutto, ma di una angoscia che a parole non so dire.....
drusilla72
#1
00:45, 22 agosto, 2007
In quell'occasione hanno dimostrato entrambi di che pasta sono fatti. E io non esiterei un istante nel tendere la mano a Zidane. Purtroppo certi comportamenti vengono stigmatizzati solo se conviene. Il danese che si prese uno sputo da Totti (altra perla d'uomo) era da castigare. Bisognava punirlo perchè provocava. Mentre il difensore della nazionale italiana, lui no, povero. Dal punto di vista morale la vittoria del mondiale da parte dell'italia è stato uno dei punti più bassi raggiunti dal calcio. Con buona pace di chi ha la coscienza a posto. Non possiamo sostenere che per quei pochi la vittoria sia giusta. E quella frase che porta un signor giocatore ad una reazione che gli fa chiudere in modo ingeneroso la carriera mi pare il più significativo dei tratti distintivi di tutta questa vicenda.
fumblindog