Grazie ad un bel servizio di Sfera
ho potuto vedere la storia della costruzione dell'aeroporto di Hong
Kong. Il problema si può riassumere così: la città aveva un aeroporto in
pieno centro, pericoloso e non adatto alla mole di traffico aereo di
passeggeri e merci. Ma ad Hong Kong non c'era un posto libero dove
poterne costruire uno nuovo. E quindi l'idea: costruirlo sull'acqua.
Ecco. Non so cosa darei
per poter conoscere quello che l'ha avuta l'idea, per poter essere
stata lì nel momento in cui qualcuno si è girato verso il mare e ha
detto: "costruiamolo lì, spazio ce n'è tanto". Magari durante l'ennesima
ed estenuante riunione di ingegneri a caccia di una soluzione. Magari
era una battuta, dettata forse dallo sfinimento, e poi qualcuno, dopo le
ovvie risate, ha cominciato a pensarci su e il suo viso ha cambiato
lentamente espressione e oplà, ecco la soluzione.
Oppure è stata l'idea di un bambino, il figlio di un ingegnere, magari del tipo operaio dell'ingegneria, gran
lavoratore ma senza quel guizzo geniale, di quelli un po' noiosi che
raccontano barzellette a cui ridono solo loro alla macchinetta del
caffè. E lui l'ha raccontata, magari proprio alla macchinetta del caffè,
ridendo a crepapelle e senza accorgersi dell'idea rivoluzionaria e
ardita che, a qualcun altro, è apparsa da subito così.
Oppure è solo il frutto dell'elaborazione del problema da parte di un fantasmagorico software gestionale da ingegnere di Hong Kong.
Chi lo sa. Però avrei voluto esserci.
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