qualcosa che ho letto in giro,in questi giorni, mi ha fatto tornare (e
insistentemente restare) in mente un brano di "Non buttiamoci giù", di
Nick Hornby, che mi aveva immediatamente colpito.... (colpire, in
effetti, è proprio la parola più esatta...)
"....il discorso è che la gente salta alla
conclusione che chiunque va in giro per Londra Nord su un motorino di
merda la notte dell'Ultimo per lo stipendio minimo è chiaramente un
fallito, e quasi garantito gli manca una delle Quattro Stagioni di
Vivaldi.
Vabbè, okay, siamo falliti per definizione, in quanto consegnare le
pizze è un lavoro da falliti. Ma non siamo proprio tutti coglioni
deficienti. Anzi, malgrado i miei Faulkner e Dickens, probabilmente io
ero il più stupido di tutti i ragazzi sul lavoro, o come minimo il meno
istruito. Abbiamo medici africani, avocati albanesi, cimici iracheni...
Insomma, ero l'unico senza laurea. (Non capisco com'è che nella nostra
società non abbiamo più violenza legata al mondo della pizza. Provate a
immaginarvi: sei il primo nonsocosa di tutto lo Zimbabwe, un
neurochirurgo o altro, e ti trovi a dover venire In Inghilterra perchè
il regime fascista ti vuole inchiodare il culo a un albero, e finisci
per farti cazziare alle tre del mattino da una ragazzina testadicazzo
cone la pancia vuota... Cioè, voglio dire, non dovresti avere il diritto
legale di spaccarle i denti?)
D'accordo. Esiste più di un modo di essere falliti. Di certo esiste più di un modo di fallire.
(....) Problema della mia generazione è che ci sentiamo tutti dei geni
del cazzo. Far qualcosa per noi non è abbastanza, e neanche vendere
qualcosa, o insegnare qualcosa o solamente combinare qualcosa: no, noi
dobbiamo essere qualcosa. E' un nostro
inalienabile diritto, in quanto cittadini del ventunesimo secolo. Se
Christina Aguilera o Britney Spears o qualche altro coglione di Idolo
Americano possono essere qualcosa, perchè io no? Dov'è quel che mi
spetta?
(....) La vita che vivevo non mi permetteva di essere....non lo so,
quello che pensavo di essere. Non mi permetteva neanche di reggermi
dritto come si deve. Mi sembrava di camminare in una galleria sempre più
stretta e buia, e che aveva iniziato a riempirsi d'acqua, e io dovevo
state tutto gobbo, e davanti a me c'era un muro di roccia e gli unici
attrezzi che avevo erano le unghie. .."
Si, scavare stanca.
E no.
Stanotte non riesco a dire altro.
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