lunedì 16 luglio 2012

Girano le pale

Domenica, ore 10 del mattino.
Il centro del paese è in subbuglio. Capannelli di persone agli angoli delle (due) strade, discussioni in coda dal panettiere o davanti al tradizionale caffè al bar che segue la messa.
"Arriva l'elicottero", sento dire da più parti. "Ma quando?", si chiedono tutti.
E già qui le versioni sono varie. C'è chi dice che arriverà a momenti e chi invece è convinto che tutto comincerà nel pomeriggio.
C'è poi il capitolo prezzi. E già, perché tra un capannello e l'altro riesco finalmente a capire di cosa si parli: un elicottero arriverà, come pare sia tradizione ogni anno, per portare i turisti a fare un giro del lago. Ma i prezzi non sono esattamente popolari. Le ipotesi vanno da un minimo di 30 euro ad un massimo di 50. A persona.
Almeno a sentire alcuni. Ma c'è il partito del prezzo a carico (riporto esattamente l'espressione sulla bocca di tutti, passati per l'occasione da allenatori di calcio a provetti piloti di elicottero), che conferma le stesse cifre, ma per ogni viaggio e non a persona. Su una cosa sono tutti d'accordo: il giro turistico dura, al massimo, cinque minuti. Il tempo di volare da Dervio a Colico e ritorno. 
Una volta in spiaggia dimentico questa scottante tema. La cronaca incalza. L'argomento principe sotto gli alberi, che al lago gli ombrelloni non ci sono, è il giornalista che abita la più bella villa del paese, affacciata direttamente sul lago. Al quale, tanto per cominciare, vanno imputati ben due peccati originali: essere giornalista e per di più ricco. Imperdonabile.
Piccolo inciso. Sono sempre dalla parte sbagliata del mondo. Faccio la giornalista, ma non riesco nemmeno ad affittare un appartamentino al lago per una settimana. 
Torniamo al nostro. Già colpevole di peccati insopportabili, non contento della sua arrogante esistenza, egli si permette anche il lusso di uscire la sera. E di più, di farlo inserendo l'allarme di casa. L'evento scuote il paese. "L'allarme partiva, si spegneva e poi ripartiva. E c'era anche il cane che abbaiava. Un disastro, un vero disastro". Non è dato di sapere se la casa del nostro abbia subito danni, se ci fossero davvero dei ladri o cosa sia accaduto al suo rientro. Tutti guardavano verso il villone scuotendo la testa; il disastro, ovviamente, era l'aver turbato la quiete del paese.
Ma non c'è pace per i giusti.
Il serrato dibattito viene interrotto dal rumore di un elicottero in arrivo. Il molo, dove atterra l'apparecchio, è ovviamente gremito di gente. Comincia il supplizio. L'elicottero si alza in volo, porta il suo 'carico' in giro per cinque minuti a bassa quota e torna alla base. Giusto il tempo di fare il cambio dei turisti e riparte.
Dopo un'ora, tra il rumore delle pale, le barche a motore, gli scooter d'acqua e le urla sulla spiaggia sembra di assistere ad un misto tra lo sbarco in Normandia e la baia dei Porci. Mentro nuoto ho paura che, da un momento all'altro, un marines in tuta mimetica sbuchi dal fondo del lago imbracciando un qualche fucile subacqueo e si faccia largo tra la folla. Tutti dimenticano persino l'onta subita dal giornalista, almeno finché le pale continuano a girare.
Finalmente, intorno alle 19, l'elicottero carica l'ultimo equipaggio. Almeno l'aperitivo è salvo.
E anche gli argomenti di conversazione intorno ai tavoli del bar del centro.



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