lunedì 23 luglio 2012

Libertà vo cercando

Sto diventando una drogata della modalità 'aereo'.
Pensato, ovviamente, per i viaggi in aereo, questo trucchetto consente ai misantropi, club al quale mi onoro di appartenere, di godere di un affaccio sul mondo limitato e controllato. Eliminando quello che per me a volte è un vero nemico: il telefono.

Un leggerissimo, e in realtà piacevole, senso di colpa mi prende nell'attimo in cui entro nel menù impostazioni e imposto la modalità.
Ma non appena il piccolo aereo arancione compare in alto a sinistra sul mio iphone ecco la libertà. Quella di godere di tutte le funzioni più o meno ludiche che questa meraviglia tecnologica offre senza che si debba scegliere se rispondere a quella telefonata - o sms - o passare per la solita maleducata che non risponde. E magari nemmeno richiama.

Piccoli spiragli restano aperti: le e-mail, che si può anche decidere di non guardare, e whatsApp,  che consente un legame con quelli (pochi) che sentirli va bene sempre.
Lo ammetto: non capisco e non capirò mai quelli che se non stanno al telefono si sentono persi. Per assurdo, ne ho conosciuti molti in vita mia. Persone capaci di uscire di casa col telefono all'orecchio e rientrare nella stessa posizione, dopo ore. In mezzo la spesa, la coda alla posta, i bambini a scuola e un sacco di tempo passato alla guida.
Tutte cose che una volta - sempre in epoca di cellulari - ti autorizzavano a non essere disponibile. Oggi, invece, nemmeno la morte ti autorizza ad esserlo, perché il cellulare, se prende in metrò (ovvero l'inizio della fine), vuoi che non prenda dentro una semplice bara?

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