lunedì 9 luglio 2012

Meravigliosa Sicilia - 1


Da dove cominciare il racconto di una splendida due giorni siciliana?
Meraviglie architettoniche, paesaggi mozzafiato, cibo strepitoso...
L'occasione è un viaggio di lavoro, organizzato per l'inaugurazione di uno stabilimento dove si produrrà zucchero d'uva. Ed è, per me, il primo agognato viaggio in Sicilia.
Atterriamo a Palermo.
E già le prime emozioni. Quando il pilota inizia la discesa ricordo i racconti di un fidanzato dei tempi che furono, siciliano Doc. "Non sai che cosa incredibile sia atterrare a Punta Raisi", mi diceva sempre. "Sembra che l'aereo punti direttamente il mare, solo all'ultimo momento ti accorgi che in realtà sotto di te ci sono le piste".
Vero, verissimo. Par di toccarlo con un dito, il mare.
Appena atterrati cominciamo il viaggio per Mazara del Vallo, sede dello stabilimento.
Un parorama meravigliosamente brullo ci scorre accanto.
La terra arsa, e spesso rossa. I muretti a secco, le colline bruciate dal sole.
Le case sono basse, con una chiara, chiarissima impronta araba.
Il cielo ha un colore mozzafiato.
E ogni tanto lui: il mare.
Arriviamo a Mazara. L'accoglienza è delle migliori. Una coppetta di gelato di gelso, fresca e buonissima, ci attende.

Il caldo, ovviamente, è da manuale.
Le signore sono ugualmente bellissime, come si conviene in queste occasioni. Si sprecano tubini neri, abbinamenti più azzardati come viola e arancio, cappellini riccamente decorati e una grande varietà di accessori luminosi e colorati.
I responsabili sono emozionati, nonostante siano ben avvezzi a questo genere di appuntamento.
Come sempre in questa stagione guardo con una certa comprensione gli uomini. Costretti dentro giacche e cravatte senza possibilità di sfuggire a questo imperativo.
Solo per i giornalisti la regola non vale.
E, come sempre, se ne abusa. Scarponcini da montagna (senza calze), canottiere, camicioni a quadri...il rappresentante maschile di questa specie non si fa sfuggire la possibilità di un nuovo record. Ovviamente al ribasso.
Dopo la conferenza stampa di rito e il taglio del nastro ci portano a visitare lo stabilimento.
Tecnologie all'avanguardia che trasformeranno il mosto d'uva in zucchero cristallino.
Un rinfresco a base di prodotti tipici siciliani completa la mattinata.
Il pesce, ovviamente, la fa da padrone.
Insieme alla ricotta e agli immancabili dolci.
Ci sono due zone per il rinfresco. La gran parte dei colleghi, more solito, si lancia sgomitando senza vergogna sul buffet.
A volte mi chiedo se le mogli e i mariti dei giornalisti li tengano a stecchetto, nella vita quotidiana. Perché diversamente certe scene a cui si assiste alle conferenze stampa non avrebbero davvero senso. Mi è capitato di vedere giornalisti urlare insulti irripetibili all'indirizzo dei responsabili degli uffici stampa se, a qualche conferenza stampa, hanno commesso l'imperdonabile errore di preparare qualche sacchetto di omaggi in meno.
Ah, sarà meglio chiarire, sempre e solo di cibo stiamo parlando. Non di sacchetti di diamanti o cascate d'oro zecchino...
"Le chiediamo scusa, c'è stato un errore, ma spediremo il pacchetto a qualsiasi indirizzo lei ci indichi".
Questa frase l'ho sentita pronunciare mille volte.
E altrettante mille volte mi ha lasciato senza parole.
Torniamo alle due zone buffet. Nella loro ansia da abbuffo i nostri non si accorgono che, appunto, le zone sono due. E lasciano a noi (e ai vertici dell'azienda), il tranquillo secondo rinfresco. Il cameriere che ne occupa si prodiga per aiutarci, spiegarci, servirci e riverirci. Non pare vero. 


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