Partiamo alla volta di Mazara città. Il panorama offre lunghe distese di vigneti e angoli un po' desolanti. Ritrovo, in questo scorcio di Sicilia, una caratteristica comune a molte zone del Sud Italia.
Panorami e costruzioni da togliere il fiato accanto a case e palazzi iniziati e mai finiti. Strade in stato di semi abbandono e rifiuti - non sacchetti, ma oggetti di ogni tipo - che si affastellano ai margini delle strade.
Ricevo un sms da un amico, in questi giorni, che si adatta perfettamente a questo panorama che ci si offre:
"Che animali sono gli italiani coevi!
Tutto ciò che ha meno di sessant'anni sarebbe da demolire.
Petizione per il piano casa al contrario: a chi demolisce un bonus fiscale"
Anche il profumo è quello tipico, e mi ricorda molto le vacanze in Calabria, quando ero bambina. Un profumo che è un misto di terra bruciata dal sole e piante tipiche.
Pianti, fiori ed erbusti in generale di queste terre, lambite ma poco annaffiate dall'acqua, mi affascinano molto. Sembrano davvero un inno alla 'barbarica baldanza' del regno vegetale, parafrasando il maestro Paolo Conte.
Inciso: chi ha provato a coltivare - nell'orto o semplicemente sul balcone - una pianta di basilico smette di domandarsi perché Paolo Conte ne decanti la barbarica baldanza. Una delle piante più testarde che abbia in mente. Non che la menta, però, sia proprio da meno...
L'albergo, lo sappiamo, è in riva al mare. Peccato, però, che per un paio di chilometri non ci sia spiaggia. E il mare non sia balneabile. Misteri che restano senza risposta...
Ma il colore dell'acqua e il desiderio di un bagno in mare fanno sembrare qualche passo i due chilometri.
Ci sono poche cose, nella vita, che mi facciano star bene quanto il mare. Nuotare, passare ore ad osservare la striscia blu all'orizzonte, fumare una sigaretta con i piedi a mollo nell'acqua, leggere un libro con il rumore leggero delle onde che, dopo tanta strada, arrivano a riva. O anche, semplicemente, galleggiare. O, piacere sommo, fare il morto a galla, sentendo solo i rumori attutiti del mare. I pensieri, anche quelli peggiori, sembrano quasi diluirsi nel blu. Non farei, e spesso non faccio, altro che stare in acqua.
Avete in mente il mondo come appare bello quando lo si guarda dal mare?
Anche la spiaggia, purtroppo, non è tenuta nel migliore dei modi.
Anche qui immondizia - bottiglie vuote, cartacce, cassette di polistirolo di quelle utilizzate per contenere il pesce e, persino, una bombola di gas completamente arrugginita - e troppo cemento.
Peccato. Questa terra meriterebbe di più.
Niente riesce però, per fortuna, a cancellare i colori incredibili di questa regione. Non solo quello del mare, di un color cristallo da cartolina, ma anche l'azzurro del cielo e i colori dei palazzi colpiti dal sole.
"Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, […] che esprimono leggi fisiche, l'usura, l'erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico".
(Le Corbusier)
Colori che hanno colpito poeti, letterati e artisti d'ogni tempo. Come quelli di questa chiesetta in ristrutturazione, proprio sul lungomare di Mazara.
"La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo… Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un'estremità all'altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura".
(Guy de Maupassant)
Al ritorno verso l'albergo uno splendido tramonto accompagna i passi, lenti e lieti.
Da pane e panelle alla frittura di paranza.
Passando per tutti i profumi di questa cucina così particolare, figlia di influenze tra le più diverse e altrettanto riconoscibili.
Dominano la menta e il basilico, che accompagnano pesce e dolci allla stessa maniera.
La frutta, ormai spesso relegata a triste cestino da non portare nemmeno in tavola, è invece ricca, colorata, matura e riempie l'aria di profumi.
Mi ha regalato molto, la Sicilia.
A me, turista frettolo e per caso, non è rimasto che prendere a piene mani.
Senza dar nulla in cambio, come spesso accade.
Se non queste poche righe, per tentare di raccontare come può un luogo riempirti il cuore.
Come, ovviamente molto meglio, ebbe modo di scrivere Goethe dopo un viaggio in Sicilia.
"La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole
scambievolezza delle tinte, l'unità armonica del cielo col mare e del
mare con la terra…
chi li ha visti una sola volta, li possederà per
tutta la vita".
(Johann Wolfgang von Goethe)
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