Oggi sono al lavoro, l'altro lavoro. E già, perché di lavori ne ho due. Uno 'vero' e uno il sabato mattina. Alcuni sabati mattina, non tutti, per fortuna.
Ma ci sono regali nascosti in ogni cosa, anche nel lavorare il sabato mattina.
Sulla scrivania trovo appoggiato Il libro degli amici, di Hofmannsthal, che sfoglio tra il caricamento di un video e di una galleria di immagini.
Oggi uso il blog come un post-it, per le piccole perle che mi son saltate all'occhio.
Una riguarda i contadini, e mi fa pensare molto al lavoro. L'altro, quello 'vero'.
E a un sacco di facce incontrate in questi anni.
Sfugge al presente chi va tra i contadini.
Il contadino e il presente stanno in una sana perenne contesa, e sulla natura e le stelle si libra un tempo eternamente giovane, che non sa nulla del vuoto presente.
E l'incipit, invece
L'uomo scopre nel mondo solo quello che ha già dentro di sè; ma ha bisogno del mondo per scoprire quello che ha dentro di sè; a questo sono però necessarie l'azione e la sofferenza.
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