mercoledì 13 giugno 2012

Il flauto perduto

Ci sono, spesso, storie piccole che ti colpiscono e rimangono nella memoria. Fino a quando, altrettanto spesso, si traducono in sogni.
Così è stato per la triste storia del bimbo e del suo flauto perduto.
Le scuole sono ormai finite. E, oltre al tanto temuto momento della consegna delle pagelle, questo periodo coincide anche con i saggi scolastici di fine anno.
E così, qualche giorno fa, mi è stata raccontata questa storia.
Ad un bimbo di una scuola elementare milanese, accade il più classico degli imprevisti: dimentica a casa il flauto per il saggio di musica. Telefona preoccupato alla mamma, chiedendole di portargli il prezioso strumento. Con una raccomandazione: ce ne sono due, uno rotto e l'altro no. Stai attenta a prender quello giusto.
La mamma - che immagino contrariata, magari era l'ennesima dimenticanza - sceglie, ovviamente, il flauto rotto.
Ci sarebbe un'ultima speranza, i flauti della sala musica. Però altri bambini, anche loro distratti ma più veloci, li stanno già utilizzando. Gli occhioni del bimbo si riempiono di lacrime. Un pianto irrefrenabile sui gradini della scuola, con i compagni - quanto detesto chi parla dei bambini tanto angelici e buoni - che con l'insensibilità tipica di quell'età lo deridono a più riprese.
Finché un bidello della scuola, in pausa sigaretta, trova le parole giuste per consolare il pianto.
E strappare al bimbo anche un accenno di sorriso.
E così, stanotte, il sogno. Un mercato di natale e la bancarella di una mamma. In bella mostra scatole di cartone riccamente decorate, con all'interno uno spartito musicale e un flauto di legno. La cifra, oltretutto, è modica. E così lo acquisto, pensando ad un bel regalo per il bimbo 'musicista'.
E poi, ne son sicura, quello è un flauto magico. 



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