giovedì 28 giugno 2012

La filosofia del riccio

L'Arca di Noè si arricchisce di un nuovo protagonista: il riccio.
In una calda serata di queste mi concedo l'ultima sigaretta della giornata in giardino, a guardare i micini che si rincorrono per il prato. Le scene sono le solite - divertentissime - che chiunque abbia avuto la fortuna di incontrare dei micetti ben conosce. Inseguimenti, capriole, agguati, e su tutto il gioco principe: tirare la coda ai fratellini. Mamma gatta approfitta della mia presenza per qualche coccola. E un po' di riposo dai micini, che in genere non risparmiano nemmeno la sua, di coda.
Mentre assaporo queste immagini da documentario, sento un rumore provenire dall'incolto boschetto (più simile a una foresta equatoriale) che circonda il giardino. Improvvisamente spunta un animaletto che, sulle prime, non riesco a riconoscere.
Mi precipito in casa per un consulto. Una breve perlustrazione e scopriamo che si tratta di un riccio. Anzi no, di due ricci, uno grigio e l'altro nero petrolio.
Ci domandiamo subito come possa essere la convivenza tra ricci e gatti. Inizia la ricerca su internet.
Così scopriamo l'arcano: i ricci vanno ghiotti delle crocchette dei gatti. Sono, per loro, l'quivalente di un bel crostino con caviale Beluga o di una maxi porzione di insalata russa di Peck a Natale.
Ed essendo dei tipetti abbastanza pratici, non soffrono minimamente la convivenza con i gatti, ai quali sanno spiegare bene (e in modo piuttosto puntuto) fino a che punto può spingersi la loro amicizia. Nelle serate successive vediamo più volte i ricci intenti a mangiare dalla ciotola dei micetti, con i loro pelosi compagni di merende del tutto a loro agio in questa variegata compagnia.
Grazie alla ricerca su internet scopro anche che i ricci, oltre che pratici, sono assai saggi. Non è raro, scopro, che facciano in qualche modo 'amicizia' con gli essere umani. Fino a farsi accarezzare senza alcun problema. Ma ogni anno, quando vanno in letargo, dimenticano qualsiasi esperienza - bella o brutta - avuta con gli esseri umani. E ricominciano così da zero ad ogni risveglio.
La filosofia del riccio mi ha conquistata.
E se davvero si potesse ricominciare ad ogni stagione tutto da principio?
Ed essere felici o delusi, sempre, come se fosse la prima volta?
Io, nel dubbio, vorrei rinascere riccio.

P.s. la foto, purtroppo, non è mia. Ma anche per questo ci stiamo attrezzando.

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