lunedì 25 giugno 2012

Forza Angela

Io adoro Angela Merkel.
Per tanti di quei motivi che sarebbe difficile elencarli tutti.
Ma più ancora, rimango sempre basita dalle reazioni che suscita.
Ad Angela tocca l'ingrato compito che anche in tutte le famiglie qualcuno si assume: quello del grillo parlante.
Quello a cui tocca frenare i sogni poco compatibili con il bilancio familiare, o certi slanci tanto belli quanto pericolosi. Una figura che - come è ovvio - nelle famiglie non trova molti fan, nè un seguito entusiasta quando affronta il tema del risparmio, quello che oggi devi chiamare spending review altrimenti non sei del gruppo.
Ecco, Angela lo fa per la rissosa e fin troppo grande famiglia dell'Ue.
Tutti la detestano per questo, e pare che il debito sia diventato un onore, anziché il contrario.
Perché io ricordo bene - persino io che per quanto mi senta vecchia sfioro appena la quarantina - quando il debito era un'onta, perché voleva dire che non eri stato bravo, che avevi sperperato.
E avevi di che vergognarti per questo.
Oggi no. Oggi la Grecia chiede che l'austerity sia spostata di due anni. Ancora due anni di spese folli, dai Angela, poi ci pensiamo. E la partita di calcio Germania Grecia diventa la sfida trai cattivi della parità di bilancio e i buoni con le tasche bucate. E lei, Angela, la sacerdotessa del becero capitalismo senza cuore.
E io ho tifato per Angela, prima ancora che per la Germania.
E vederla esultare come un ultrà della domenica è stata una gioia senza pari.
Forza Angela, hai ragione tu.

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