Ci risiamo. Il preside Monti, in pochi giorni, ne ha infilate una serie delle sue. Se il grande burocrate qualche merito ce l'avesse anche (e, in tutta onestà, non lo credo), di certo non è uno stratega della comunicazione. Questo, ovviamente, a voler pensar bene. Un vizio che, come diceva Andreotti, può portare ben lontano dalla verità. Ma andiamo con ordine. E cominciamo dai poteri forti. Al di là del fatto che, a me, sentire il preside parlare di poteri forti, col curriculum che si ritrova, fa venire i brividi.
"I poteri forti mi hanno abbandonato"
La prima, moderata, reazione che mi provoca questa frase è: Cosa? Ma sei impazzito del tutto?
E poi, i casi sono due: o Monti non è in grado di capire la gravità di ciò che dice e il peso internazionale che qualsiasi sospiro proveniente dall'Italia provoca, e allora occorre assolutamente rimuoverlo da un posto così delicato in un momento altrettanto delicato. Oppure è in malafede e queste dichiarazioni suicide sono a vantaggio di qualcuno. Qualcuno che, ovviamente, non è l'economia italiana. E, anche in questo caso, non mi pare la persona più adatta a guidare il Paese.
"L'Italia anche in futuro non avrà bisogno di aiuti dal fondo europeo salva-stati"
Mario, eppure sulla vicenda eri partito così bene! Se l'Italia non pensa di chiedere questo aiuto, tu su quel terreno non ci devi giocare. E' un campo in cui ti devi rifiutare anche di entrare. E' una regola d'oro, questa, della comunicazione. Perché altrimenti, l'effetto che fa quella dichiarazione ai lettori è: "Oddio, ma quindi siamo nella situazione di chiederli, questi aiuti". E di conseguenza, immagini apocalittiche di carestia, orde di affamati costretti a razzie, scene tipo Mad Max per le strade della sonnacchiosa (ma lo è ancora?) provincia italiana.
Una sommessa proposta: evitare comunicazioni non vagliate da professionisti (ma anche un dibattito al bar sotto casa potrebbe meglio illuminarti, o preside).
In epoca di scrutini, insomma, il voto è ben sotto la sufficienza.
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