Il bilancio della spedizione in biblioteca dei giorni scorsi è decisamente positivo.
Cominciamo dai libri:
L'unico figlio di Anne Holt è stato prontamente riconsegnato. I genitori ringraziano.
Un po' più in là sulla destra della Vargas mi pare il tipico romanzo della Vargas. A pagina 50 la storia non ha ancora preso davvero forma, ma c'è un personaggio, Louis Kehlweiler, di cui leggerei anche il diario minimo per intere settimane senza stufarmi. Anche la lista della spesa, credo.
Louis - soprannominato anche il Tedesco, è un ex funzionario del ministero degli interni.
Ha in testa una mappa di oltre 130 panchine di Parigi da monitorare, per capire cosa accade intorno a lui.
E in tasca un rospo addomesticato di nome Bufo.
Ha una sua teoria sulla mano destra, "sicura, salda, detentrice
del saper fare, guida del genio umano", e sulla sinistra (che ovviamente preferisce),
"imperfetta, goffa, esitante, e quindi salutare produttrice
dell'incasinamento e del dubbio". E su quelli che scelgono la seconda: "Due passi in più, ecco spuntare il rigore e
la certezza. Avanti ancora un po', altri tre passi, ed è il disastroso
tracollo nella perfezione, nell'impeccabile, poi nell'infallibile e
nell'implacabile".
Una stagione selvaggia di Lansdale è la prima avventura di Hap e Leonard.
Spassosa, fracassona, piena di ruvido umorismo e colpi di scena.
Una girandola di soldi, paludi, centri commerciali e un sacco di armi. Insomma, tutti gli elementi classici sono al loro posto.
I film
Di quelli noleggiati, ad ora, ho visto solo Simon Konianski.
Divertente e piacevole. Non quel mare irrefrenabile di risate delle recensioni lette on line, ma il classico film di una famiglia ebrea tra fantasmi, attualità, tradizioni e... adolescenziale tenerezza.
Un bimbo, un padre ipocondriaco alla ricerca di una identità, un nonno ironico e brontolone, zii un po' stralunati e paranoici e un viaggio verso l'Ucraina. Gli elementi, nella loro semplicità, sono questi.
Chissà perché devono sempre scrivere di queste matte risate che dovresti farti. Nove volte su dieci non te le fai affatto e le aspettative su quel film magari vanno deluse solo perché, invece, hai letto il contrario. Come se una commedia, per essere tale, dovesse per forza far ridere fino alle lacrime. Vi prego: basta scrivere di matte risate!


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